Una bellissima poesia della nostra grande poetessa Alda Merini

Mi piace il verbo sentire…
Sentire il rumore del mare,
sentirne l’odore.
Sentire il suono della pioggia che ti bagna le labbra,
sentire una penna che traccia sentimenti su un foglio bianco.
Sentire l’odore di chi ami,
sentirne la voce
e sentirlo col cuore.

Sentire è il verbo delle emozioni,
ci si sdraia sulla schiena del mondo
e si sente…
Alda Merini

 

Alda Merini all’anagrafe Alda Giuseppina Angela Merini (Milano, 21 marzo 1931)e ci ha  lasciato a (Milano, 1º novembre 2009)!E stata una delle più grandi  poetesse, aforiste  e scrittrici  italiana.

Vivo….

Vivere
Io vivo di emozioni,
di dolci parole
di sorrisi, di lacrime,
di amore, di passioni.
vivo di romanticismo
vivo di dolci melodie
Io vivo di incontri vecchi e nuovi
Di parole dette, taciute…ascoltate
Vivo di silenzi…e di musica e .. racconti
di esperienze sempre nuove…
vivo di ricordi ancora vividi nella mia mente …
vivo di sogni forse irraggiungibili,
ma vivo.

Lacrima

Lacrima

Dove risiede il tuo bacino
di quale forza sei figlia
e di che dolore sei il premio,
sei l’esondazione di uno stato d’animo
o l’indolenza di un ricordo
sei il piccolo volo di chi distratto cade
nella trappola dell’occhio troppo attento,
o atto di giustizia di un corpo che cede.
Incomprensibile miracolo continua a scivolare
differente in ogni anima perchè nessun viso è uguale
a volte libertà altre volte inganno.
Parole liquide di un dolore esacerbato
così profondo da prendere per mano
la madre dell’ansia e condurla sino all’ingresso dello stomaco.
Scendi e rallenta ad ogni anfratto del mio viso
come a cercare di evitarmi
un dolore ancor più grande….
la tua scomparsa.

Samuele Ardigò

Non scegliere

Non scegliere vai e basta,perchè nessuna strada è giusta, se
non sai dove andare sono tutte
uguali, solo dopo aver fatto
una scelta, pagherai le conseguenze di essa,ora vai,almeno
che non vuoi restare qui a meditare su quale sia quella
giusta, ma ti dico una cosa, in questo momento sono tutte
giuste

(E.P noumeno)

LA MAGIA DELLA MUSICA

Una magia

che si rinnova ogni giorno,

ad ogni ora,

e in ogni momento!

La musica

non ha confini

non ha limiti

non muore mai!

Sembra fatta da milioni di note

eppure sono solo sette,

che saltellano di qua e di là,

e si insinuano nei nostri pensieri.

La musica riesce a sfiorare la nostra anima

a riaccendere i nostri ricordi

ad esaltare le nostre emozioni.

E il mondo forse

non potrebbe esistere senza!

STONENGE

La Rosa nera

Elena Maneo
La rosa nera
Le bertesche plumbee di un maniero s’innalzavano nel cielo turchino del giorno. Le finestre istoriate erano un po’ sporche e i lati parevano funghetti neri e velenosi. In quella struttura, però, c’era ancora l’originario splendore e la dimora signorile, che imitava i castelli del Medioevo, era guarnita da un meraviglioso campo destinato a fare compagnia a qualsiasi creatura notturna o diurna. Un laghetto silenzioso azzurrognolo era nitido e brillava sotto i raggi di un debole sole autunnale. I padroni della residenza erano il conte Oscar Odd e la bella contessa Angelina, ed erano ricchi e molto conosciuti. A loro non mancava nulla, a parte un po’ di felicità. Angelina era una donna alta e magra, con il volto attorniato da una fitta capigliatura biondo cenere che scendeva lungo le spalle. Aveva due occhi grandi da gatta furba che guardavano attentamente tutto ciò che stava intorno. Non poteva avere figli e il conte era dispiaciuto, sia per la consorte, sia per il fatto che in quell’immensa tenuta sarebbe stato bello vedere delle creature alte un metro e dieci correre dappertutto. Sarebbe stato bello vedere quelle grazie naturali saltare, urlare, rompere quel silenzio deprimente che spesso e volentieri sovrastava i corridoi del maniero; belle creature che avrebbero portato il calore e l’allegria nelle fredde e tristi hall della reggia. Per questo Angelina si sentiva depressa, infelice, debole e stanca. Certe cose non riusciva a farle e alle volte si abbandonava a pianti isterici. Le uniche cose che sollevavano un po’ il morale alla contessa erano delle pitture appese alle pareti che raffiguravano imbarcazioni, spiagge ambrate e il sole, che sembrava così reale che andava a riscaldare tutto ciò che circondava l’infelice donna.
«L’atmosfera è rilassante».
Alla presenza del consorte, Angelina si allontanò dalla finestra della sala da pranzo.
«Sei tornato?»
«Come ti senti? Questa notte non hai dormito» disse il conte avvicinandosi alla moglie.
«Sto bene».
«Cara, sai che giorno è oggi?»
«Il nostro anniversario di matrimonio» rispose Angelina, priva di emozione.
«Sì, mia cara. Ho un dono per te».
«Un dono?»
«Sì. Aspetta qui» rispose il marito. Baciò sulla fronte la coniuge e uscì dalla sala con passo soffice.
Tornò poco dopo, non da solo, in compagnia di una bambina nera sugli otto anni, dotata di una bellezza particolare. L’insieme di occhi, capelli e labbra sembrava un dipinto prezioso. La magrezza pareva una forma di denutrizione, ma in realtà era dovuta alla costituzione. Indossava un vestito scuro come il carbone che le stava largo, e la
striscia bianca di denti batteva come un martello ammattito per la paura. Vedendola, Angelina rimase per un attimo ammutolita dalla meraviglia.
«Cosa significa?»
«Te lo spiego subito, mia cara. Questa è Katia, la tua serva personale, nonché il mio regalo per l’anniversario di matrimonio».
La donna fece un profondo respiro. Poi fu sopraffatta da una voglia: il suo disperato desiderio di avere un figlio, di abbracciare e amare la sua innocente creatura. Una lacrima calda le rigò la guancia sinistra.
«Bene…» disse col nodo alla gola, dopodiché non aggiunse altro e si ritirò nella stanza da letto.
Katia fu scortata da un’anziana servitrice nella camera che le avevano assegnato. Agli occhi della bambina, la reggia doveva sembrare una fortezza nel quale regnava solo la tristezza, come la notte che venne, malinconica e nostalgica.
Al primo albore del giorno Angelina si svegliò, percossa da un presentimento. Dopo aver indossato la veste da camera azzurrognola, uscì nel corridoio, dove la sagoma della piccola ospite si muoveva quatta.
«Katia?» la chiamò.
Nella penombra, due lacrime affiorarono negli occhi tristi e dolenti della ragazzina.
«Signora… madame… perdono… io non ho nessuno al mondo… e nessuno mi ha mai insegnato a fare la serva…»
«E vuoi andare via?» chiese la contessa, osservando il piccolo bagaglio che la bimba portava sulle spalle.
«Sì… per imparare a fare la serva».
Angelina sorrise alla piccola. Allungò la mano e disse: «Non ce n’è bisogno. Vieni con me».
Affrontarono insieme una scalinata alabastrina, tutto intorno era grande e lussuoso. Katia pensò a quale castigo fosse in serbo per lei per aver cercato di scappare, mentre la padrona aveva in mente tutt’altra cosa, una cosa che molti pargoletti orfani avrebbero gradito: un mondo fatto d’amore, calore, balocchi e comprensione.
Angelina donò alla bambina una stanza colma di giocattoli e ninnoli, dove bambole, marionette e modellini aspettavano di essere toccati, presi e baciati.
«Che succede?» giunse improvvisa la voce del conte.
L’uomo curiosò dentro la stanza e per la prima volta vide un fiore, una bellissima rosa nera ricca di purezza, innocenza e naturalezza.
«Succede… che abbiamo una figlia» mormorò la consorte.
Oscar, preso dall’emozione che all’inizio sembrava un niente, abbracciò la moglie e mormorò: «Sì, cara. Se a Katia va bene, abbiamo una figlia».

Le mie sensazioni

Sensazione incredibile ..
sedermi in solitudine,
solo un po triste per qualche mio motivo,
attraverso il vetro guardo il mondo…
Fuori ,il flusso delle risorse umane.Il polverone intorno, la confusione, la menzogna ,la crudeltà, l’inganno….Dietro al vetro galoppa la vita alla massima velocità…

Il pensiero …

Vi ‘è dentro l’uomo una discesa, lungo la quale gli oggetti  scendono in forma
di pensiero, verso il profondo . Semplice in partenza, poi si dirama  in
radici e salite complicate. Ogni uomo è questa discesa, ed essa è l’insieme
delle figure da cui è percorsa. Le mani di volontà non possono arrivare
se non sul primo  cominciare, non vanno  oltre. Già questo però, se l’uomo
riflette bene, senza giri di parole, già questo è sufficiente a rendere l’ idea.

Il Bivio

 

Lungo i bivi della tua strada incontri le altre vite, conoscerle o non conoscerle,
viverle a fondo o lasciarle perdere dipende soltanto dalla scelta che fai in un attimo;
anche se non lo sai, tra proseguire dritto o deviare spesso si gioca la tua esistenza,
quella di chi ti sta vicino.
(Susanna Tamaro)

Sbagliare

Si sbaglia sempre. Si sbaglia per rabbia, per amore, per gelosia. Si sbaglia per imparare. Imparare a non ripetere mai certi sbagli. Si sbaglia per poter chiedere scusa, per poter ammettere di aver sbagliato. Si sbaglia per crescere e per maturare. Si sbaglia perché non si è perfetti.
Bob Marley

Sognare con fantasia …

Sarebbe fantastico poterlo fare … Viverlo Davvero

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Non respingere i sogni perché sono sogni.
Tutti i sogni possono 
essere realtà, se il sogno non finisce.
La realtà è un sogno. Se sogniamo 
che la pietra è pietra, questo è la pietra. 
Ciò che scorre nei fiumi non è acqua,
è un sognare, l’acqua, cristallina.
La realtà traveste 
il sogno, e dice:
“Io sono il sole, i cieli, l’amore“.
Ma mai si dilegua, mai passa,
se fingiamo di credere che è più che un sogno.
E viviamo sognandola. 
Sognare è il mezzo che l’anima ha
perché non le fugga mai 
ciò che fuggirebbe se smettessimo 
di sognare che è realtà ciò che non esiste.
Muore solo 
un amore che ha smesso di essere sognato
fatto materia e che si cerca sulla terra.

Pedro Salinas

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Una Compagna per la vita

La musica come la poesia è tutta questione di sentimenti di gioie e di passioni. La sua bellezza riflette nel cuore di chi l’ascolta, di chi vive di essa perché è l’arte più bella.ci accompagna nei momenti gioiosi e in quelli dolorosi ,sa farci ridere e all’ improvviso ci aiuta a piangere .Ci fa provare nostalgia e speranza ,il  tempo senza di lei sarebbe molto noioso! Cioè lei cammina con la nostra vita…Annarè

Perché c’è la musica?

La musica c’è la fede,
La musica c’è il canto,
La musica c’è il sorriso,
La musica c’è la felicità,
La musica c’è la pace,
La musica c’è l’amore,
La musica c’è l’abbraccio,
La musica c’è l’orgoglio,
La musica c’è l’affetto,
La musica c’è la speranza,
La musica c’è l’ascolto,
La musica c’è l’emozione,
La musica c’è nell’anima
che non muore mai,
La musica c’è tutto nella catena,
non si spezza mai, musica è vita!

Giovanni Maria Pala