Non t’amo se non perché t’amo

Non t’amo se non perché t’amo
Non t’amo se non perche’ t’amo
e dall’amarti a non amarti giungo
e dall’attenderti quando non t’attendo
passa dal freddo al fuoco il mio cuore.
Ti amo solo perche’ io te amo,
senza fine io t’odio, e odiandoti ti prego,
e la misura del mio amor viandante
è non vederti e amarti come un cieco.
Forse consumera’ la luce di Gennaio,
il raggio crudo, li mio cuore intero,
rubandomi la chiave della calma.
In questa storia solo io muoio
e morirò d’amore perchè t’amo,
perche’ t’amo, amore, a ferro e fuoco
Pablo Neruda

Dedicated to Anna! video and poetry dedicated to all Anna-An -Ana -Anne- Annette etc! !

Ad Anna
Anna sei bellissima!
Sei bella come la luna
mai nessuna mi è apparsa
così bella, così soave
così affascinante.

Quando guardo i tuoi occhi,
io sento nelle mie vene un
fuoco bruciar dentro di me.

Quello che senti in cor tuo,
Anna non è altro che la
struggente passione, di
quell’amore che ti porta dove
va il cuore.

Guardi il cielo e vedi sotto
un manto di stelle le luci
della città, che si riflettono
magicamente sull’incantevole
mare che ti ispira tanti
sentimenti.

E’ così ti senti presa il cuore
tu che non sei nata per essere
sola, ma per essere amata con
tutta l’anima.

(Michele Impagnatiello)

 

Children – poetry of our great poetess Alda Merini-Bambini _ poesia della nostra grande poetessa Alda Merini

Bambino, se trovi l’aquilone della tua fantasia
legalo con l’intelligenza del cuore.
Vedrai sorgere giardini incantati
e tua madre diventerà una pianta
che ti coprirà con le sue foglie.
Fa delle tue mani due bianche colombe
che portino la pace ovunque
e l’ordine delle cose.
Ma prima di imparare a scrivere
guardati nell’acqua del sentimento.
Alda Merini

Child, if you find the kite of your imagination
  tie it with the intelligence of the heart.
  You’ll rise enchanted gardens
  and your mother will become a plant
that will cover you with its leaves.
  It is of your hands two white doves
  that bring peace everywhere
  and the order of things.
  But before learning to write
  Watched water of feeling.

 Alda Merini

Uscita giornaliera……

Quando uscite di casa, alzate il mento, su la testa, respirate profondo, bevetevi la luce del sole. Salutate gli amici con un sorriso e mettete l’anima in ogni stretta di mano. Non abbiate timore di venire fraintesi e non sprecate nemmeno un minuto a pensare ai vostri nemici. Pensate alle cose belle e positive che volete fare, un giorno, e l’occasione per coronare i vostri sogni vi si presenterà senza che neppure ve ne accorgiate.

Dale Carnegie 

Ho visto …..

Ho visto la primavera.
E’ verde
come una mela selvatica,
è allegra
come la coda di uno scoiattolo.
Parla
con parole di vento.
Quando credi che pianga
è solo una goccia di pioggia

Poesia Finlandese

A te …….

Trova l’anima grande che è in te.
Vivi apprezzando te stesso e osserva silenziosamente il mondo…
nel silenzio e nella calma del cuore
riuscirai a vedere chiaro e a percepire
l’amore delle persone che ti vogliono bene davvero.
Accoglile in te, apprezzale ed amale.

Shan

La Rosa nera

Elena Maneo
La rosa nera
Le bertesche plumbee di un maniero s’innalzavano nel cielo turchino del giorno. Le finestre istoriate erano un po’ sporche e i lati parevano funghetti neri e velenosi. In quella struttura, però, c’era ancora l’originario splendore e la dimora signorile, che imitava i castelli del Medioevo, era guarnita da un meraviglioso campo destinato a fare compagnia a qualsiasi creatura notturna o diurna. Un laghetto silenzioso azzurrognolo era nitido e brillava sotto i raggi di un debole sole autunnale. I padroni della residenza erano il conte Oscar Odd e la bella contessa Angelina, ed erano ricchi e molto conosciuti. A loro non mancava nulla, a parte un po’ di felicità. Angelina era una donna alta e magra, con il volto attorniato da una fitta capigliatura biondo cenere che scendeva lungo le spalle. Aveva due occhi grandi da gatta furba che guardavano attentamente tutto ciò che stava intorno. Non poteva avere figli e il conte era dispiaciuto, sia per la consorte, sia per il fatto che in quell’immensa tenuta sarebbe stato bello vedere delle creature alte un metro e dieci correre dappertutto. Sarebbe stato bello vedere quelle grazie naturali saltare, urlare, rompere quel silenzio deprimente che spesso e volentieri sovrastava i corridoi del maniero; belle creature che avrebbero portato il calore e l’allegria nelle fredde e tristi hall della reggia. Per questo Angelina si sentiva depressa, infelice, debole e stanca. Certe cose non riusciva a farle e alle volte si abbandonava a pianti isterici. Le uniche cose che sollevavano un po’ il morale alla contessa erano delle pitture appese alle pareti che raffiguravano imbarcazioni, spiagge ambrate e il sole, che sembrava così reale che andava a riscaldare tutto ciò che circondava l’infelice donna.
«L’atmosfera è rilassante».
Alla presenza del consorte, Angelina si allontanò dalla finestra della sala da pranzo.
«Sei tornato?»
«Come ti senti? Questa notte non hai dormito» disse il conte avvicinandosi alla moglie.
«Sto bene».
«Cara, sai che giorno è oggi?»
«Il nostro anniversario di matrimonio» rispose Angelina, priva di emozione.
«Sì, mia cara. Ho un dono per te».
«Un dono?»
«Sì. Aspetta qui» rispose il marito. Baciò sulla fronte la coniuge e uscì dalla sala con passo soffice.
Tornò poco dopo, non da solo, in compagnia di una bambina nera sugli otto anni, dotata di una bellezza particolare. L’insieme di occhi, capelli e labbra sembrava un dipinto prezioso. La magrezza pareva una forma di denutrizione, ma in realtà era dovuta alla costituzione. Indossava un vestito scuro come il carbone che le stava largo, e la
striscia bianca di denti batteva come un martello ammattito per la paura. Vedendola, Angelina rimase per un attimo ammutolita dalla meraviglia.
«Cosa significa?»
«Te lo spiego subito, mia cara. Questa è Katia, la tua serva personale, nonché il mio regalo per l’anniversario di matrimonio».
La donna fece un profondo respiro. Poi fu sopraffatta da una voglia: il suo disperato desiderio di avere un figlio, di abbracciare e amare la sua innocente creatura. Una lacrima calda le rigò la guancia sinistra.
«Bene…» disse col nodo alla gola, dopodiché non aggiunse altro e si ritirò nella stanza da letto.
Katia fu scortata da un’anziana servitrice nella camera che le avevano assegnato. Agli occhi della bambina, la reggia doveva sembrare una fortezza nel quale regnava solo la tristezza, come la notte che venne, malinconica e nostalgica.
Al primo albore del giorno Angelina si svegliò, percossa da un presentimento. Dopo aver indossato la veste da camera azzurrognola, uscì nel corridoio, dove la sagoma della piccola ospite si muoveva quatta.
«Katia?» la chiamò.
Nella penombra, due lacrime affiorarono negli occhi tristi e dolenti della ragazzina.
«Signora… madame… perdono… io non ho nessuno al mondo… e nessuno mi ha mai insegnato a fare la serva…»
«E vuoi andare via?» chiese la contessa, osservando il piccolo bagaglio che la bimba portava sulle spalle.
«Sì… per imparare a fare la serva».
Angelina sorrise alla piccola. Allungò la mano e disse: «Non ce n’è bisogno. Vieni con me».
Affrontarono insieme una scalinata alabastrina, tutto intorno era grande e lussuoso. Katia pensò a quale castigo fosse in serbo per lei per aver cercato di scappare, mentre la padrona aveva in mente tutt’altra cosa, una cosa che molti pargoletti orfani avrebbero gradito: un mondo fatto d’amore, calore, balocchi e comprensione.
Angelina donò alla bambina una stanza colma di giocattoli e ninnoli, dove bambole, marionette e modellini aspettavano di essere toccati, presi e baciati.
«Che succede?» giunse improvvisa la voce del conte.
L’uomo curiosò dentro la stanza e per la prima volta vide un fiore, una bellissima rosa nera ricca di purezza, innocenza e naturalezza.
«Succede… che abbiamo una figlia» mormorò la consorte.
Oscar, preso dall’emozione che all’inizio sembrava un niente, abbracciò la moglie e mormorò: «Sì, cara. Se a Katia va bene, abbiamo una figlia».

Auguri Donne

8 marzo
Buon 8 marzo, a tutte le donne
A quelle che non hanno il dono di un sorriso
A quelle che non hanno una carezza sulla pelle
A quelle che non conoscono la dolcezza
A quelle che in silenzio subiscono la violenza.
A quelle che non possono sciogliersi i capelli al vento
Buon 8 marzo, a tutte le donne
A quelle che abbracciano con amore
A quelle che illuminano l’anima
A quelle che parlano dentro oltre lo sguardo
A quelle che sorridono con i colori dell’arcobaleno
A tutte quelle che danno energia alla libertà della vita
Michele Luongo

La speranza…

La speranza
La speranza è quella cosa piumata
che si viene a posare sull’anima
Canta melodie senza parole
e non smette mai
E la senti – dolcissima – nel vento
E dura deve essere la tempesta
capace di intimidire il piccolo uccello
che ha dato calore a tanti
lo l’ho sentito nel paese più gelido
e sui mari più alieni
Eppure mai, nemmeno allo stremo,
ha chiesto una briciola di me
Emily Dickinson

Poesia di Salvatore Armando Santoro

Poesia e sentimento
Le poesie sono spezzoni di sentimento,
il cuore le costruisce ed alleva,
le fa crescere nel silenzio della mente,
danno gioia e senso alla vita.
Quando t’accorgi che sono state scritte ad una persona sbagliata,
non ti affliggi,
le rileggi nel silenzio delle tue giornate,
ti riempiono il cuore di gioia,
di dolcezza,
di tenerezza,
ricordi i momenti in cui le hai composte,
le passioni che provavi,
chi le ha suscitate
ed alla fine ringrazi la tua squallida Musa
di avertele ispirate.

Prenditi cura di Te…

Prenditi cura di Te stesso
metti al riparo i tuoi sogni
da chi non li comprende
perché non è abbastanza grande
il suo amore.

Metti al riparo il tuo cuore
da chi vuole soffocarne i battiti
da chi non li sa ascoltare
perché non è abbastanza grande il suo amore.

Non farti strappare le ali
soffocare il respiro
vola finché puoi
perché domani potrebbe essere troppo lontano
per poterlo ancora fare.

© Silvana Stremiz

Una delle sue splendide Poesie